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Tempo di lettura 3 minuti
Ho deciso di fare questo post per 3 motivi:
  1. io amo gli spumanti rosè
  2. la gente non ama gli spumanti rosè
  3. è il mio blog e faccio quello che voglio 🙂

Basta!

Sono stufo di sentire gente che dice ‘io non bevo spumante rosé’ perchè ‘IL ROSE’ E’ DA DONNA‘!

Oggi vediamo di eliminare una volta per tutte quelle stupide convinzioni che la gente ha sugli spumanti rosé.

Pronti, via!

Iniziamo dal principio (per chi magari non mastica di vino)

 

Spumante Rose’ come si fa

Per fare un vino rosato, che sia spumante o vino fermo, si possono usare due metodi:

  • o lascio le bucce di un’uva nera a contatto col mosto durante la vinificazione (salasso o rosé de saignée, da ‘sanguinamento’)
  • oppure aggiungo vino rosso alla base di uve bianche (d’assemblage) prima di fare la rifermentazione in bottiglia

 

Quali differenze?

Che nel saignée il breve (qualche ora) contatto delle bucce col mosto riesce ad estrapolare il colore senza ‘tirare fuori’ anche i tannini dalla buccia.

Mentre con l’aggiunta del vino rosso, per quanto delicato possa essere il vino scelto, inevitabilmente qualche sensazione tannica si percepisce sul palato, più o meno evidente, conferendo oltretutto un gusto più vinoso al vino stesso.

Sono chiaramente entrambi ottimi; ma il colore stesso del vino, se tendente più al rosso che ad un tenue rosato, potrà farci presupporre un vino dal corpo e dalle caratteristiche più marcate.

 

Qual’é il più buono?

Entrambi ovviamente, è solo una questione di preferenze di gusto!

Ma se proprio volete un consiglio:

  • il saignée lo sceglierei come aperitivo ed eventualmente in abbinamento a qualche piatto di media struttura
  • sceglierei invece il secondo in abbinamento a qualche piatto di buona complessità (anche secondi di carne), presupponendo una struttura più marcata vista la presenza del vino rosso.

 

E veniamo ora alla parte più odiosa

 

Preconcetti che la gente ha sul vino rosato spumante metodo classico

1° Il rosé è un vino da donna

A parte l’essere una considerazione offensiva nei confronti del gentil sesso, è stupido associare il ‘rosa’ al mondo femminile.

Spesso i rosati sono tra i più interessanti e versatili vini da abbinare ai cibi ed offrono un’esperienza gustativa più complessa rispetto alla grande beva dei non rosati.

E poi hanno un colore così sexy..!

 

2° Lo spumante rosato è più ‘forte’

Dare per scontato che un rosè sia più forte di un non rosato è sbagliato: intanto stiamo parlando sempre di uno spumante, con gradazione alcoolica intorno ai 12 gradi. Quindi difficilmente sarà più alcoolico degli altri.

La presenza di uva rossa indubbiamente fa percepire maggiore corpo del vino sul palato (dipende dalla percentuale della cuvèe), ma l’obiettivo di ogni produttore è sempre ottenere un vino dalla grande ‘beva’, non un prodotto da meditazione.

Per assurdo, può succedere che certi Blanc de Noir, vinificati in bianco, siano decisamente più aggressivi di certi rosé.

 

3° Il rosè va bene solo pasteggiando

Se un vino è buono di suo, perchè limitare le possibilità di apprezzarne le caratteristiche escludendo le occasioni per berlo?

Il colore è un inno alla gioia per gli occhi ed un invito all’assaggio!

Gustarselo come aperitivo è perfetto per assaporare e scoprire le sue sfumature: quindi quale migliore occasione se non berselo in quell’occasione?

La versatilità è decisamente il suo punto forte 😉

Alla salute!

 

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