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Tutti l’abbiamo detto all’inizio:

‘io sono sento niente..!’

E quel senso di frustrazione nel non riconoscere alcun profumo annusando il calice di vino ci ha accompagnato per molto tempo, finchè con esperienza e tenacia, e qualche suggerimento utile, siamo riusciti a scoprire l’affascinante mondo dei profumi del vino!

Quindi oggi ti voglio aiutare a compiere questo passaggio, cercando di capire come apprezzare e riconoscere i profumi di un calice di vino:

partiamo!

 

L’olfatto è, senza dubbio, croce e delizia degli appassionati di vino quando si degusta un calice.

Un giudice inflessibile che molti utilizzano per premiare o penalizzare un vino solo annusandolo.

Un po’ troppo severo, giusto?

Eppure, pur non essendo l’unico senso utilizzato, resta sicuramente il più coinvolgente durante la degustazione.

Fortemente connesso alla nostra memoria primitiva, al nostro istinto di sopravvivenza preistorico che ci permetteva di selezionare quello che avremmo assaggiato oppure no con il solo fatto di annusarlo, nel neofita rischia ancora oggi di limitarne la curiosità durante l’assaggio quando ci si ferma al solo profumo del vino, se questo non convince.

Un processo che gli esperti ed i sommelier per fortuna sanno gestire, senza farsi condizionare troppo da ciò che il nostro corpo desidera o rifiuta.

Ma non tutti nascono sommelier, e i dubbi che mi vengono rivolti sono sempre i soliti:

  • ma io non sento niente’
  • ‘ah sì, adesso che me lo dici, sento la fragolina’
  • ‘questo vino puzza’
  • ‘io non riconosco l’odore di tappo’
  • Etc…

Niente paura…!

Cerchiamo di capire meglio i profumi del vino e come riconoscerli ed apprezzarli.

 

La magia dei profumi del vino

I profumi del vino sono in grado di stimolare emozioni, sensazioni, ricordi molto intensi e personali in ognuno di noi.

Ed è proprio il motivo per il quale il vino è una bevanda così amata.

I profumi sono imprevedibili, mai uguali, più o meno intensi, ma appaganti, stimolanti, quasi erotici alle volte.

E la moltitudine di vini che il mercato ci offre sono come dei biglietti per innumerevoli viaggi olfattivi in luoghi affascinanti tutti da scoprire.

Ma come riconoscere ogni singolo profumo, come distinguere nettamente un frutto da un floreale o uno speziato?

 

Prima di tutto presta attenzione a queste regole basilari:

 

Temperatura del vino |

Uno degli errori classici che facciamo tutti (e che purtroppo commettono anche nei locali pubblici) è non prestare la massima attenzione alla temperatura di servizio di ogni vino (se vuoi approfondisci in questo mio altro post ‘Qual’è la temperatura giusta per servire vino‘)

E’ un dettaglio fondamentale, perché si rischia di anestetizzare i profumi se servito troppo freddo il vino o al contrario far emergere note alcoliche ed altri profumi terziari se troppo caldo.

Attento anche alla famosa ‘temperatura ambiente’ tanto suggerita: se siamo a ferragosto direi che un vino non meriti di essere servito al pari di un brulè!

Quindi occhio se lo bevete in giardino in piena estate.

 

Calice |

Subito dopo la temperatura, un accorgimento da seguire è il tipo di calice utilizzato.

I bicchieri hanno una funzione specifica per mettere in risalto le caratteristiche di un determinato vino.

Ti puoi accorgere di questa differenza, servendo lo stesso vino in calici diversi e provando ad annusarlo: ti assicuro che percepirai profumi differenti!

Quindi scegli accuratamente quali sono i calici indicati a seconda della tipologia di vino.

 

Predisposizione nella degustare il vino |

Degustare con attenzione necessita anche di una predisposizione di fattori a cui poco prestiamo attenzione:

  • come stiamo fisicamente (leggero raffreddore o bocca amara) ad anche mentalmente (nervosi, etc)
  • quanto siamo distratti dall’ambiente (rumori, affollamento a qualche fiera,etc),
  • se abbiamo il palato ancora pulito e non contaminato da cibi, bevande o odori/sapori forti (ad esempio fumo, caffè, etc).

Sono tutte distrazioni che non ci aiutano.

Si dice che l’ideale per degustare un vino sia soprattutto la mattina.

 

Tempi dell’olfazione |

Attenzione all’assuefazione dei profumi nel naso.

E’ importante dedicare le giuste pause tra una annusata e l’altra, almeno di 10 secondi, per dare tempo al naso di riassettarsi.

La prima ‘annusata’ deve essere profonda e lunga qualche secondo, con il naso ben infilato nel calice, per poi staccarsi e concentrarsi su quello che si sta percependo, fino alla fine della percezione.

Ed aspettare un attimo prima di rituffare il naso nel bicchiere.

 

Quante volte annusare? |

Dipende dalla complessità del bouquet che riusciamo a percepire da subito.

Molti profumi emergono immediatamente, altri a distanza di qualche olfazione.

Può succedere di percepire un tipo di profumo all’inizio e poi non sentirlo più, per passare ad altre sensazioni.

E non a tutti capita di sentire subito lo stesso profumo, quindi non prestate troppa attenzione al confronto con altri.

Alcuni hanno una sensibilità più spiccata, altri percepiscono profumi ed aromi in momenti differenti.

 

Che tipo di profumi si sentono subito nel calice? |

Dipende da diversi fattori.

Sicuramente le caratteristiche tipiche che appartengono al vitigno dovrebbero essere le più immediate, ma dipende molto dallo stato di conservazione del vino, dell’annata (quindi se giovane o invecchiato, l’impatto e l’evoluzione dei profumi cambia) ma anche dalle scelte produttive fatte dall’enologo:

  • tempistiche di raccolta delle uve,
  • filosofia produttiva nel vigneto,
  • macerazione a contatto con le bucce che danno maggior intensità olfattiva,
  • passaggi in botte,
  • oppure dalle percentuali presenti dei singoli vitigni nelle cuvée

 

Le famiglie dei Profumi del Vino

Le famiglie dei Profumi del vino sono diverse e a guardare la lista, subito ci si scoraggia.

Per questo motivo ti suggerisco intanto di iniziare a identificare le due grandi famiglie principali che emergono principalmente e facilmente riconoscibili anche per un neofita:

il fruttato ed il floreale.

Nel bene e nel male, ritroverai quasi sempre questi profumi.

E sarai anche avvantaggiato perchè c’è sempre una connessione olfattiva al colore del vino.

Questo per dire che non potrai mai sentire un frutto rosso in un bianco e viceversa, e così anche per il floreale.

Quindi osserva bene il calice, predisponendo la tua attenzione su quali richiami può stimolarti il tuo olfatto: individuata la famiglia, cerca separare il profumo e richiamare alla tua memoria quale frutto/fiore può ricordare.

Perché è proprio il richiamo alla nostra memoria gustativa che ci permette di riconoscere un profumo da un altro.

E non tirar fuori la scusa che non senti niente: non dirmi che non hai mai mangiato un determinato frutto o annusato qualche spezia o fiore.

E’ solo una questione di allenamento.

A meno che tu non abbia una sinusite cronica, qualcosa sicuramente la troverai, basta approcciarsi con attenzione a quello che percepisci.

Ovvio che ci vuole tempo per riabituarsi a mangiare e bere CON CONSAPEVOLEZZA.

Perché non siamo più attenti ai dettagli.

Beviamo solo con distrazione.

 

Le altre famiglie di profumi

  • Erbacee | Odore di erba, fieno, muschio, etc
  • Speziati | Pepe in primis, anche se ne esistono di diversi tipi (tanto per complicarsi la vita!) ma anche noce moscata, sentori di vaniglia, di lavanda, di the…
  • Vegetali | Dal classico peperone, alla foglia di pomodoro, qualche richiamo vegetale si trova soprattutto nei bianchi
  • Erbe Aromatiche | Ovviamente sono profumi particolarmente intensi quando ci sono, quindi dovreste percepire anche questi abbastanza facilmente (salvia, menta,
  • Tostature | Legno, barrique, quelle note vanigliate derivanti dal passaggio in botte nuova, caffè
  • Minerali | Pietra focaia, idrocarburi, terriccio bagnato
  • Eterei | Sono i profumi di alcool, smalto, odori abbastanza puntengi ma che tengono a dileguarsi con l’ossigenazione
  • Animali | La famosa pipì di gatto del Sauvignon è un classico, ma ci sono richiami molto spesso nei rossi di una certa struttura e complessità, soprattutto con qualche anno alle spalle, in cui emergono odori di pellame, cuoio etc

Ma a cosa serve tutto questo?

Oltre ad apprezzare meglio le sfumature del vino, per me la degustazione deve essere un momento di appagamento di un desiderio ben specifico.

La voglia di vivere un esperienza sensoriale che ‘teoricamente’ quel determinato vino/vitigno/produttore dovrebbe darmi.

Esempio: se desidero gustarmi uno chardonnay che arriva da determinate zone, mi aspetto che rispecchi determinati presupposti e non che ne sia stata stravolta la sua tipicità territoriale, altrimenti, ho acquistato un vino che non è quello che stavo cercando.

Quindi, allenati assaggiando con curiosità ed attenzione ogni volta che ne hai occasione, memorizza sia i sapori ed i gusti del cibo e degusta nelle migliori condizioni il vino, senza fretta e senza giudizio.

Mettersi alla prova con le emozioni, è un bel modo di godersi la vita, no? 😉

 

 

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