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Diciamo che sei bravo e che ti impegni a pubblicare contenuti belli ed interessanti sul tuo vino online.

Ma i feedback sono poco incoraggianti, noti che la visibilità e l’interesse sono scarsetti, nonostante i tuoi sforzi.

C’è da dire che la reach sui vari social è in costante diminuzione e piattaforme come Facebook ed Instagram ormai non ti premiano più se non sponsorizzi.

Questo perché gli stessi social, dopo aver lavorato per far crescere il numero degli utenti sulla piattaforma promuovendo con più facilità le interazione dei nostri post, una volta raggiunto la massa imponente di iscritti, hanno iniziato a limitare le interazioni degli utenti, spingendo alle sponsorizzazioni per tirare su soldi.

Unico social dove c’è ancora un ampia possibilità di crescita è TIK TOK, quindi dacci un occhio quanto prima. 😉

Ma oggi voglio parlarti di come migliorare la tua comunicazione del vino e incrementare la visibilità online sfruttando leve psicologiche scientificamente provate che prendono spunto dalle Neuroscienze ed in particolare dal Neuromarketing.

Non preoccuparti, come te non sono uno psicologo o un dottore, ma un appassionato di marketing del vino e ho voglia di condividere con te degli spunti di riflessione che sono convinto tu sia in grado di applicare.

 

Neuromarketing per vendere vino online

Non mi dilungherò a spiegare cos’è il neuromarketing, anche se ti consiglio, CLICCANDO QUI, di comprarti qualche libro per approfondire svariati aspetti, ma ti estrapolo le mie considerazioni adattate al mondo del vino.

La prima cosa da sapere è che quando comunichiamo con una persona, dobbiamo convincerla 3 volte, e sai perché?

Perché abbiamo 3 cervelli

(si ok, alcuni di noi manco uno)

Ed ognuno di questi deve essere stimolato con una comunicazione precisa.

Se riusciamo a soddisfare ogni singolo cervello, abbiamo fatto bingo.

Vediamo quali sono le differenze:

  • Il cervello Rettile
  • Il cervello Mammifero
  • Il cervello Corticale

 

Il cervello Rettile

Il cervello Rettile, detto cervello Antico, è come si può intuire dalla parola stessa, il nostro cervello più profondo, istintivo, quello legato alla sopravvivenza per intendersi.

Dal respirare, al mangiare, al riprodursi. Quasi tutti gli stimoli per noi quasi incontrollabili.

E intendo proprio quasi tutti perchè, sebbene sia il più difficile da conquistare in una frazione di secondo, è quello che smuove senza freni la scelta più profonda delle persone.

  • Sete
  • Fame
  • Desiderio

Tutti impulsi che ci appartengono e che appartengono al nostro potenziale appassionato di cibo vino.

Come sfruttarlo a nostro vantaggio?

Quanto più sapremo realizzare un’immagine sui social network in grado di colpire il cervello rettiliano, tanto più la nostra comunicazione sarà irresistibile.

Qualche esempio di possibili post/immagini legate al mondo del vino:

  • un calice bello ghiacciato in una calda giornata d’estate (sete)
  • un bicchiere di rosso vicino ad un piatto succulento (fame)
  • l’immagine di una persona attraente con un invitante bicchiere di vino (desiderio)

Occhio però a non scadere nel trash, forzando o stravolgendo lo stile aziendale con immagini di poco gusto, volgari.

E comunque siamo ancora al primo cervello.

 

Il cervello Mammifero

Il cervello Mammifero, detto anche cervello intermedio, è quello legato strettamente alle emozioni, anch’esse tanto potenti quasi quanto incontrollabili.

E le emozioni sono considerate il motore centrale delle nostre decisioni, soprattutto nel marketing.

Quando pubblichiamo contenuti dobbiamo riuscire a fare leva sulle emozioni del pubblico che ci sta guardando e due in particolare sono le più efficaci: la felicità e la paura (più precisamente la paura di soffrire, in assoluto il più potente motivatore dell’essere umano).

E’ chiaro che pensare di contestualizzarle in una campagna di marketing del vino sembra impossibile, ma ti aiuto ampliando i due concetti:

felicità (desiderio, eccitazione, adrenalina)
paura (ansia, preoccupazione)
  • il desiderio di voler provare quel vino unico, l’eccitazione per l’acquisto di vino con offerta particolare, l’adrenalina di un invito ad un evento esclusivo
  • la paura di non riuscire ad accaparrarsi le ultime bottiglie di vino (hai presente ‘mancano solo 3 giorni e l’offerta si chiude’?), l’ansia di non riuscire ad avere quella cassa di vino perchè ne restano solo poche bottiglie…

Chiaro? 🙂

 

Il cervello Corticale

Quello che tutti noi consideriamo il ‘nostro’ cervello, è il cervello corticale (o Recente).

E’ il cosiddetto cervello razionale, quello che ci differenzia dagli animali.

(almeno si spera)

Si pensa che ogni acquisto ed ogni scelta vengano ragionate prima, ma non è così:

compriamo con le emozioni e poi ci giustifichiamo con la logica

Con questo non sto dicendo che allora la nostra comunicazione non debba avere una controparte ‘logica’.

In questo caso gli elementi di logica utilizzati andranno a rafforzare il messaggio che stiamo trasmettendo.

Ad esempio attraverso l’aggiunta di dettagli specifici sul vino, di informazioni utili per il consumatore, dell’utilizzo di tecniche di copywriting che rendono più semplice e chiara l’esperienza del consumatore.

 

Per concludere

Innanzitutto spero di esserti stato utile 🙂

Esistono molte altre tecniche di neuromarketing e persuasione che possono essere utilizzate per migliorare la tua comunicazione, che vedremo in altri post.

Nel frattempo, se vuoi approfondire l’argomento, ti consiglio un libro.

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