Il mondo del vino è un patrimonio di tradizione e cultura, che merita il massimo rispetto per ciò che rappresenta e per il lavoro dei vignaioli che portano avanti questo prezioso atto d’amore per la terra e la vigna, ma il vino è anche  wine business, e muove milioni di fatturato e miliardi di bottiglie.

Molte di queste entrano  a far parte dei famosi ‘vini da collezione’: quali curiosità si nascondono dietro il wine business dei vini da collezione e dell’investire nel vino per realizzare un concreto patrimonio economico?

Scopriamolo insieme!

Perchè vale la pena investire nel vino e nei vini da collezione?

Se si prova a cercare notizie sul web, i dati parlano chiaro: negli ultimi anni, a battere banco sulle più importanti aste internazionali, insieme all’arte, c’è proprio il vino.

Certo non muove cifre paragonabili alle opere d’arte, ma è interessante vedere come l’investimento iniziale nei vini da collezione frutti a distanza di tempo, moltiplicando il proprio valore fino a raggiungere prezzi davvero importanti.

Anche il mondo finanziario non sta fermo a guardare: multinazionali e finanziatori acquisiscono cantine nei più blasonati territori del mondo del vino (Bordeaux, se va avanti così, parlerà anche cinese oltre al francese) ma anche le stesse cantine (s)fruttano il proprio vino e le riserve come fonte stessa di investimento.

Stiamo parlando dei MINIBOND del vino, a tutti gli effetti delle azioni emesse per un breve periodo sul mercato, acquistabili dagli differenti investitori e che permettono di fruttare guadagni, senza essere praticamente vendute le bottiglie: il patrimonio stesso della cantina diventa capitale azionario.

 

Il passato del wine business

In passato, ristoratori ed pochi appassionati erano soliti investire nel vino. I tempi erano buoni economicamente e per i fortunati che allora sono riusciti ad accaparrarsi bottiglie importanti, si ritrovano in cantina veri e propri pezzi da collezione con cifre da capogiro.

C’è da dire che in passato il mondo del vino e dei vini da collezione era davvero una nicchia: oggi invece wine lovers ed appassionati che desiderano investire nel wine business sono in costante aumento, il mondo dell’enogastronomia è letteralmente esploso in termini di popolarità e l’offerta si è ampiamente rinnovata.

Il presente del wine business

Una vera e propria iconizzazione del mondo del gusto, programmi in prima serata, migliaia di nuovi sommelier che si affacciano sui calici, vino online protagonista di discussioni, siti specializzati sull’e-commerce e social networks che condividono immagini di ogni tipo.

Grazie ad una maggior cultura enoica da parte dell’utente medio ed una miglior qualità produttiva da parte dei produttori, si è dato una nuova spinta al mondo del wine business. Oggi chiunque ha la possibilità di acquistare vini da collezione, a parte alcune produzioni irraggiungibili (sia in termini di costo che di disponibilità di numeri). Che sia il momento buono per mettere mano al portafoglio?

Il futuro del wine business: vino e comunicazione

In un mercato mondiale estremamente competitivo e saturo di aziende e vini da collezione, la sfida del futuro se la giocheranno le aziende vinicole stesse. Vino e comunicazione permetteranno di aumentare il posizionamento del proprio brand in termini di visibilità sul web, focalizzandosi per:

  • creare un’identità unica rispettando territorio, storia e qualità produttiva,
  • elaborare piani di marketing del vino a lungo termine,
  • ottimizzare la comunicazione del vino online,
  • attirare sempre più appassionati in cantina attraverso indimenticabili enotour

Il web quindi sarà sempre più protagonista nel mercato dei vini da collezione.

Aziende vinicole, seppur continuando a lavorare con la massima qualità e rispetto verso le proprie produzioni, dovranno adoperarsi al più presto nel prendere consapevolezza di queste nuove strategie di comunicazione del vino online, migliorando inevitabilmente la propria ‘Brand Awareness’ per attirare sempre più appassionati (e finanziariamente solidi) buongustai.

 

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