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“Miglior vino al Mondo”

Dì la verità: quanti volte hai cercato su Google la risposta delle risposte, vero?

Che poi, una volta trovata una delle tante classifiche sui vini, hai visto che:

  • non è mai uguale alle altre
  • non te lo puoi permettere

Che fare quindi?

Te lo dico io: il miglior vino al mondo non esiste, ed ora ti spiego il perchè.

Preparati perchè sono pronto a distruggere alcune tue convinzioni sul mondo dei vini.

E non è negazionismo, ma il cercare di darti qualche spunto per bere ciò che desideri, non l’etichetta.

 

Premessa doverosa: esistono vini straordinari al mondo, alcuni assolutamente sublimi.

Questo per dire che la possibilità di bere al TOP è concreta.

Ma lo scopo di questo post è quello di sganciarsi dalle logiche frustranti e classiste delle classifiche e delle guide, per arrivare ad essere libero di bere ciò che vuoi (e puoi permetterti) senza farti influenzare dalle etichette e dalle classifiche.

 

Punto 1. |  Compagnia

Un bicchiere di vino diventa indimenticabile, quando si ha la giusta compagnia.

Sembra una frase da Baci Perugina, ma è la realtà: il vino è convivialità e bersi da soli un vino straordinario, è come assistere ad un miracolo e raccontarlo senza essere mai creduti.

Questo non vuol dire che vedere il tramonto di Malibù è bello anche in compagnia di tua suocera, ma anche un calice di ‘vino quotidiano’ con una persona speciale inebria anche di emozioni e ricordi.

 

Punto 2. |  Prezzo

Il miglior vino al mondo di solito costa un sacco di soldi, ma non è il prezzo che lo rende più speciale di altri.

I prezzi dei vini nascono sì dalla qualità del vino e da tutto ciò che c’è dietro in termini produttivi, ma subiscono le impennate dettate dalla domanda/offerta del mercato (giustamente).

E’ così buono e prestigioso che tutti lo vogliono. Bene. Paga!

Ma di vini buonissimi ne esistono davvero migliaia, e non è il prezzo che ne amplifica la bontà (a meno che non ti fai influenzare psicologicamente da una sorta di reverenza).

Ci sono tipologie di vini quotidiani, vini tipici del territorio, che hanno una bontà superba e costano poco.

 

Punto 3. |  Psicologia

Subiamo le recensioni.

Siamo animali sociali, e come tali, ci facciamo influenzare dal giudizio della massa.

Ti faccio 2 esempi:

  1. viene un tuo amico a casa, esperto di vino, e ti regala una bottiglia prestigiosa, te la racconta, ti dice che quello è il miglior vino al mondo, che ha preso un sacco di premi. Come sarà il tuo giudizio? Probabilmente, se non ti piace, non dirai nulla, dirai che è buono. Stop
  2. il tuo caro amico esperto di vino ti fa degustare alla cieca diversi vini, tutti buoni, tra cui uno dei migliori vini del mondo e poi ti chiede quale ti è piaciuto. E’ molto probabile che non sceglierai quello. Probabilmente perchè gli altri vini sono più ‘facili’ per il palato del consumatore.

La scelta del vino è un gusto personale, ma subisce troppo facilmente il giudizio di chi ti sta intorno.

 

Punto 4. |  Competenza

Apprezzare l’importanza di un opera d’arte necessita di competenza.

Ci sono vini, al pari di opere come quadri e sculture, che vengono riconosciuti come capolavori anche dall’uomo della strada.

Ma esistono ‘interpretazioni’ della vigna che non hanno caratteristiche di piacevolezza immediate o di facile comprensione.

E’ necessaria una sorta di allenamento per le nostre papille, costruita nel tempo attraverso l‘esperienza di tante bevute consapevoli.

Certe finezze si apprezzano solo da palati in grado di riconoscerne la qualità di certe produzioni.

Ecco perchè non capiamo ed apprezziamo il vino di cui sopra portato dal nostro amico.

 

Punto 5. |  Guide

L’integrità morale vacilla davanti al potere ed ai soldi.

Purtroppo, e sottolineo purtroppo, le guide del vino non sono totalmente pure ed indipendenti nei giudizi (e non è un mistero).

Ed è un vero peccato, perchè dovrebbero aiutare il consumatore a scegliere bottiglie di vino che siano coerenti nei giudizi espressi.

Produttori e guide che si scambiano favori a colpi di sponsorizzazioni per ottenere traguardi/premi/riconoscimenti gonfiati.

Minando così la credibilità e la bontà degli altri vini recensiti.

 

Per concludere:

in alto i calici e bevi ciò che desideri, non l’etichetta

 

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