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Facile come bere un bicchiere d’acqua.

Ecco la tua probabilità di errore nel degustare vino in modo scorretto!

Lo so a cosa pensi.

Nessuno ama sentirsi criticare, soprattutto in un momento così piacevole come il gustarsi un buon calice di vino.

Ma è proprio per l’amore che nutro per le tue papille gustative, che sento di doverti mettere in guardia, dandoti qualche consiglio facile facile al fine di farti vivere l’esperienza degustativa nel modo più appagante possibile.

In alto i calici ed iniziamo!

Calice | Più grosso non vuol dire più bello (non in questo caso almeno)

Care/i maliziosi, a tutti brillano gli occhi quando al tavolo ci portano un bicchiere enorme.

Roba che se lo versi nel calice, si svuota l’intera bottiglia.

Ma la scelta del calice è fondamentale per mettere in risalto correttamente le caratteristiche di ogni tipologia di vino.

Non mi credi?

Versa lo stesso vino in 3 bicchieri diversi e provalo: ti sorprenderai dalle differenze che riesci a percepire sia nel naso che sul palato.

Quindi, per quanto possibile, cerca di scegliere il calice giusto per tipologia:

  • flute per spumanti
  • calici un pò più stretti per vini giovani, siano rossi, bianchi o rosati
  • un pò panciuti per bianchi barricati e rossi di media struttura
  • ballon per vini invecchiati
  • tulipano o simili per vini passiti/liquorosi

 

Sequenza | Le montagne russe stanno al lunapark

Se vi capita di andare a qualche degustazione di settore, con differenti tipologie di vino, è bene non farsi ingolosire dal primo vino che vi capita sotto mano e degustare vino senza collegare il cervello.

Partiamo dal consiglio più scontato:

la sequenza dei vini da degustare, ovvero dal più leggero al più corposo.

Ma attenzione, non parliamo solo di Alcool, ma anche di intensità di profumi e persistenza olfattiva, ovvero quanto il vino ‘rimane’ in secondi nel nostro naso dopo averlo degustato:

  • Spumanti Charmat
  • Bollicine Metodo Classico
  • Spumanti Riserva
  • Vini bianchi giovani e delicati, con profumi tenui
  • Bianchi semi-aromatici
  • Bianchi aromatici
  • Bianchi evoluti da affinamento in bottiglia/botte
  • Rosati
  • Bianchi naturali, orange wines, anfora
  • Rossi giovani e fruttati
  • Rossi di medio corpo
  • Rossi evoluti nel tempo, vini di corpo ‘non ancora pronti’ che necessitano qualche anno di affinamento per acidità, tannini, struttura
  • Vini dolci delicati
  • Passiti
  • Liquorosi

 

Temperatura | Dal circolo polare artico alla temperatura ambiente d’estate

Mi batterò fino alla morte per questo che considero l’elemento chiave di ogni degustazione:

la temperatura di servizio del vino.

Purtroppo pochi prestano attenzione a questo dettaglio fondamentale, vuoi per fretta nel servirlo, vuoi perchè conservato male in casa/ristorante/bar.

Considerate la temperatura ambiente in cui vi trovate, il contesto (fuori in giardino d’estate o in casa d’inverno?).

Se avete calici in casa, è probabile che siano caldi anche quelli in estate, quindi appena versato il vino, prende sicuro gradi velocemente. Occhio!

 

Quantità | Il dito di vino non deve stare in verticale per non finire noi velocemente in orizzontale

Se il vino è buono, mi pare giusto bersene un buon calice ma il mio consiglio è ragionare su questi 2 punti:

  1. Se è un vino spumante o bianco, cerchiamo di non versarne troppo, se abbiamo la bottiglia al tavolo, per non rischiare di farlo scaldare velocemente.
  2. Nel caso di un vino rosso possiamo permetterci qualcosa in più, soprattutto nei vini che hanno alle spalle già qualche anno, direi dai 4 anni in su.

In questo caso sarà il corretto calice a darci una mano nell’ossigenazione, con qualche semplice roteata permetteremo di farlo ‘aprire’ per bene.

 

Palato | Cosa ti bolle in bocca?

Se vuoi apprezzare al meglio un vino, il momento migliore pare sia la tarda mattinata, quando ancora il palato non è contaminato da troppe cose: caffè, fumo, cibo.

Anche lo stato di salute in cui ti trovi conta ovviamente (raffreddori, denti in cattivo stato di salute).

Se vuoi preparare per bene la bocca, cracker o grissini non salati possibilmente, ed un bel bicchierone d’acqua vicino per non fare la fine del moscerino dopo troppi assaggi…

Alla salute!

 

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