Ogni settimana sono a caccia di nuovi spunti per migliorare le mie competenze sulla comunicazione del vino, sia per comunicare il vino online che offline.

Cerco notizie ed informazioni che mi stimolino a creare nuove idee sul come sfruttare al meglio il marketing applicato al vino e questa settimana son incappato in una notizia molto interessante.

Un case study che mescola vino e storytelling.

Sempre che tu conosca il senso di storytelling (te lo spiego brevemente):

lo storytelling altro non è che il raccontare storie più o meno lunghe, attraverso diverse forme (scritto, parlato, video, etc) che stimolino la curiosità dei lettori, appassionandoli e generando una connessione piuttosto forte nel tempo.

Il massimo esempio di storytelling sono le serie TV.

Capito cosa intendo?

Una sequenza di contenuti che incollino un appassionato allo schermo (se parliamo di TV) fino alla fine della storia.

Ecco. Immaginate possa accadere qualcosa del genere raccontando il mondo del vino.

Ed è quello di cui parleremo oggi.

Ma niente puntate televisive oggi: oggi si parla di un libro, un libro che si è rivelato un successo editoriale nel 2019, ovvero il libro ‘I LEONI DI SICILIA’.

Un libro quindi come strumento di marketing del vino?

Un romanzo del vino utilizzato per comunicare e cercare di vendere del vino?

Non esattamente.

In realtà ‘I LEONI DI SICILIA’ è a tutti gli effetti un grande romanzo scritto in maniera eccellente da una vera scrittrice, non da un copywriter, da un blogger o dall’ ufficio stampa di una cantina.

Ma non è un romanzo che parla solo di vino, ma di una storia di famiglia, i FLORIO (che noi appassionati di vino conosciamo per il MARSALA). Una vera e propria epopea che ne racconta i fasti, le vicissitudini e tutto ciò che serve per realizzare un romanzo di successo.

E tu mi chiederai:

‘ma scusa, per vendere vino devo scrivere un libro?’.

Ed è qui che ti racconto il mio punto di vista e di come questa ‘inconsapevole’ strategia (lo storytelling) diventi un potente boomerang in termini di popolarità per una cantina.

 

5 vantaggi dello Storytelling del Vino

Lascia perdere per un secondo la ‘forma’ utilizzata per raccontare storie (in questo caso prendiamo l’esempio sicuramente più difficile, la stesura di un romanzo, che oltretutto diventi pure un successo commerciale), e cerchiamo di cogliere le potenzialità che questo strumento è in grado di realizzare.

 

1. Alla gente piace sentire storie ben raccontate

E’ proprio così. Dai cartoni animati, alle serie di Netflix, alle STORIE DI INSTAGRAM.

Sono le ‘storie’ a catturare un interesse profondo.

E non ci sono limiti su ciò che vogliamo raccontare, quindi siamo liberi di creare ogni tipo di contenuto per i nostri follower.

Ma per realizzare una buona storia, converrai con me, è necessario essere in grado di pensarla e realizzarla (ma questo lo vedremo parlando di  content marketing).

 

2. Il ‘prodotto’ non è mai al centro della storia

Non si vende un prodotto, ma un bisogno.

Così dicono i bravi marketers. Eppure è davvero così.

Non è l’oggetto il reale protagonista, ma quel qualcosa che ti faccia sognare, fantasticare, che ti incuriosisca, che ti stupisca, che vada insomma a toccare delle corde emotive dentro di te.

Quindi un buon storytelling è un mondo, non un singolo prodotto/vino.

 

3. Nessuno vuole venderti qualcosa

E questa secondo me è una bellissima verità.

Ti emoziono, ma NON TI CHIEDO NULLA IN CAMBIO.

E questo secondo me è il gancio più efficace a disposizione di chi vuole fare storytelling del vino.

Non voglio che compri il mio vino, non pretendo nulla da te.

 

4. Crea nuove connessioni/interazioni

Prova a pensarci. Quando qualcosa ti appassiona, la prima cosa che fai è parlarne con altri.

Ma non solo, le interazioni che possono crearsi sono diverse:

  • voglia di approfondire (magari venendo a visitare i luoghi)
  • aumento della popolarità e della reputazione della cantina (brand reputation)
  • aumento della visibilità sulle varie piattaforme

 

5. Un contenuto di valore non avrà mai scadenza

E questo devi proprio TATUARTELO in testa.

Una bella storia non avrà mai scadenza, avrà sempre un valore in termini di contenuti e come ha appassionato qualcuno oggi, potrà farlo benissimo dopo anni.

 

Come deve essere uno storytelling per essere davvero efficace?

Te ne parlo nei prossimi post!

(hai appena letto una leva molto potente su cui si basa la forza dello storytelling: lasciare lo spettatore con la voglia di scoprire cosa succederà nella prossima puntata) 😉